Lourdes – Resoconto
Dopo una settimana, che peraltro è quasi volata, torno, dopo altre 28 ore di treno, a casa. 1.700km fatti verso Lourdes.
Ora, come già dicevo nel post precedente, detto così può sembrare o una presa in giro o un qualcosa che cade dalle nuvole. In realtà, appunto, inizialmente son andato per pura curiosità mista a coinvolgimento da parte di amici, e devo dire che, malgrado il primo giorno lo shock è stato forte, con i tipici pensieri “ma chi me l’ha fatto fare?”, il resto è andato tutto bene. Anche troppo, mi son stupito di me stesso.
Intendiamoci, non è che sono diventato improvvisamente credente. Apprezzo soltanto lo spirito di Lourdes, che non è poi tanto male. Sono andato come volontario con l’Unitalsi, per una settimana, in treno.
Il viaggio non è stato male. Mezza Italia e parte della costa azzurra da vedere. Con un treno lungo, lento, e, tutto sommato, comodo. 28 ore circa all’andata e altrettante al ritorno. Con tanto di colazione, pranzo e cena in treno. Pensavo peggio, invece, a parte l’esser un po’ rintontito, il resto era tutto ok.
Lì a Lourdes il primo giorno l’impatto è stato abbastanza forte. Orari particolari, gli orari del pranzo e della cena molto in anticipo rispetto ai nostri, clima orribile (gelo la mattina, sole da morire nel pomeriggio e umidità la sera), e necessità di adattarsi al ritmo lavorativo.
Già dal secondo giorno, tutto comincia a prendere una piega decisamente migliore, ed, in effetti, è andato molto, forse troppo, meglio di quanto mi aspettassi.
Menzione d’onore per l’albergo, il Cercles Catholique, un albergo da due stelle che a Milano ne varrebbe si e no mezza. È, senza mezzi termini, il peggior albergo dove sia mai stato. Ascensori lenti e scomodi, palazzo vecchissimo, camere orribili, bagni ancora peggio, non insonorizzato, porte che dan problemi, brutto da vedere, niente aria condizionata. Se mai doveste andare a Lourdes, andate ovunque tranne che a questo. Pure sotto i ponti, probabilmente, è meglio.
Concludendo, l’esperienza non è stata male, e conto di ripeterla l’anno prossimo. Ripeto il concetto fondamentale, e cioè che va fatta come esperienza sociale e lavorativa, e solo in ultimo piano come religiosa. Non ho avuto nessuna “conversione spontanea”, nè, tantomeno, ho visto o pensato a miracoli o altro. E, sinceramente, il fatto che non viene per nulla fatto un indottrinamento forzato, credo che sia uno dei forti punti di forza di Lourdes.
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