The Total Site.it - Blog

Cerca


Post recenti


Il network


Meta


Contatore

Archivi per la categoria ‘Personale’


Amerika

August 9th, 2010 by Carmine

Lunedì 26 luglio –> Lunedì 9 agosto. 15 giorni in america. Long Island, vicino Brookville. A 30 miglia da Manhattan, New York.
Tutto ciò, in college universitario (C.W. Post College), in gruppo con 10 altri ragazzi e ragazze della mia città. C’eran parecchi gruppi, sia dall’Italia, sia dall’estero. Tralasciando dettagli unicamente relativi all’esperienza sociale (che, di per se, si possono riassumere in poche parole: gente simpatica, tanta, belle ragazze, nulla di negativo), cercherò di fare un breve resoconto-diario di viaggio per spiegare cos’è l’america. Perché penso che finché non ci si viaggia non ci si rende conto di quanto ciò che si vede nei film sia davvero reale.

Primo impatto
L’america è apparenza. Tutto è enorme, tutto è esagerato. Scavando a fondo, si nota che spesso non è nulla di che. Palazzi vuoti, palazzi orrendi, materiali scadenti, e via dicendo. L’esatto opposto di Milano, per farvi fare un idea.
Il college, eccezionale da fuori, roba assurda, 9 campi da tennis, football, baseball, basket coperto e all’aperto, piscina olimpionica, palestra gigantesca, pallavolo, prati sterminati, palazzi giganteschi, biblioteca da 7 piani, etc. etc…
Entro nei dormitori: stanze oscene. Docce, oscene. Bagni, osceni. Camere, mostruosamente povere.
Questa è l’america.

La guida e i trasporti
In america non guidano male. Guidano da schifo. Uno di 10 anni guida meglio di un autista di autobus con non quanta esperienza. Sul serio. Per fare qualche esempio così, a naso: in autobus andando a Philadelphia ha tamponato un taxi. Ha preso non so quanti marcipiedi nell’uscire le varie volte dal campus. L’autobus-mini per arrivare all’aeroporto ha sbagliato un uscita e ha preso non so quanti coni di plastica spartitraffico falciandoli.
I trasporti sono, strani. In autostrada si guida pianissimo rispetto all’Italia. Già 70 miglia orarie (circa 100 km/h) sono tanto. Per gli standard italiani ed europei 70 miglia è veicoli lenti, credo.
Seconda cosa, le auto sono TUTTE dei macchinoni assurdi. Non sto scherzando. Non *esistono* utilitarie. Giuro. Non ne ho vista nemmeno una girando per non so quante strade di NYC, Philadelphia e Long Island. Tutte le auto partono minimo da un 2.4 a  6 cilindri… Oltretutto, la benzina non costa *nulla*. Roba di 30 cent/litro. Costa meno dell’acqua, quasi.
Riguardo la metropolitana e gli altri trasporti, nulla da eccepire. Anche se le stazioni della metro di NYC non mi piacciono per niente.

Cibo
Sfatiamo un mito: in america non si mangia male. Si mangia da schifo. Credo di non aver mai mangiato così male in vita mia. È comico che la gente europea dice che il McDonald è spazzatura, quando rispetto al cibo normale americano è oro. Sul serio. Il McDonald ti salva la vita. Il resto è osceno.
Facciamo qualche esempio: la coca cola costa meno dell’acqua. L’acqua ha prezzi altissimi a causa della scarsità di fonti naturali. La maggiorparte dell’acqua in bottiglia è acqua di acquedotto sterilizzata. La coca cola ha prezzi ridicoli. Inoltre, c’è da dire che la coca cola americana è molto più buona di quella italiana, e non credo sia un effetto solo psicologico.
Oltre alla coca, il resto delle bevande è da buttare. Per dire, si usa un casino l’arancia e la ciliegia. Non esiste un succo di frutta all’albicocca o alla pesca, per dire. Ma esiste la coca-cola alla ciliegia, oltre alla più famosa DrPepper.
A parte ciò, non esiste il caffè italiano. Ho sofferto per 15 giorni, arrivato a Fiumicino credo che l’unica cosa che ho pensato nella mia mente è stata quella di andarmi a prendere un caffè di corsa prima di svenire per l’astinenza.
Il caffè americano non fà schifo, è diverso. Semplicemente è proprio imbevibile :D Ricorda lo scarto del nostro espresso.
Per non parlare di Starbucks. Non so alle ragazzine come fa a piacere, ma sono sicuro che se aprisse in Italia fallirebbe nel giro di pochi mesi. Mai bevuto una cosa più oscena.
Per il cibo vero e proprio invece, lasciamo perdere. Dico solo che la pasta che facevano ogni tanto era scotta. La carne aveva un sapore strano, e tutto il resto era mischiato a caso, quasi…

La lingua
L’inglese americano mi piace un casino. La pronuncia britannica è troppo scomoda. L’americano è facilissimo da capire, più “allegro” e con meno rigidità sia nelle parole che nelle costruzioni grammaticali.

La città
A prescindere dal fatto che New York non è una città, ma è un altro mondo; diciamo che le città americane sono ben diverse dalle nostre europee: le distanze enormi, la squadratura di tutte le strade, la poca densità abitativa (a parte Manhattan, ovvio, neh), la tipica disposizione di vetrine e negozi diversa dalla nostra.
Ah, e i carretti degli hotdog agli incroci.

La vita quotidiana e le assurde leggi
La routine, è diversa. Credo. A New York, a primo impatto, sembra tutto più calmo di, ad esempio, Milano. Eppure, ovviamente, la gente corre eccome. Ad ogni modo, la colazione e il pranzo son ben diversi, sia per quantità che, soprattutto, per qualità. Tutto questo, almeno a NYC.
Uh, e un piccolo accenno ai bagni: non hanno la cassetta per scaricare il WC, ma sono sempre pieni di un po’ d’acqua che poi viene aspirata. All’inizio, pensavo che tutti i bagni che vedevo erano otturati. Poi ho capito. Mi sono quasi spaventato. Ah, ovviamente scordatevi il bidet.
Leggi in america: ridicole. Patente per auto (auto = 3.000 iniezione diretta 6 cavalli 2 t di peso), a 16 anni. Maneggio e uso di armi a 17 anni, porto a 18. Poter fumare a 18 anni (no, non è come in Italia. Qui per comprare le sigarette ci vogliono documenti e tutto. Non si può fumare nella maggiorparte delle piazze pubbliche con molta gente. Le sigarette hanno prezzi estremi). Ma, il massimo: niente alcol fino a 21 anni. E anche dopo i 21, non è tutto rosa e fiori.
Se uno gira con una birra aperta in mano per la strada, arresto immediato, sia che ha 21 anni o meno.
Dai da bere alcol a un minore di 21 anni, arresto. Porti l’alcol all’interno del college o in generale di una scuola frequentata anche da minori di 21 anni, arresto ed esplusione dagli USA.
Per poter bere birra in un prato, va coperta l’etichetta con del cartone per non far vedere la marca e far capire che si tratta di un alcolico. Pazzia, what else?

Un riassunto?
Sono rimasto soddisfatto da New York, un po’ meno dall’america. Ci viaggerei volentieri (e ci tornerò parecchie volte, sia a NY che in altri posti, presumo), ma non mi sognerei mai di andarci a vivere. Credo che dopo un po’ impazzirei.
Per il resto l’america è grande, ma a volte è solo grandezza ostentata. Non realmente necessaria. E poi ci si perde sulle piccole cose.

Inserito in Curiosità, Personale | Nessun Commento »

Lo scandaloso mondo delle TLC all’estero

July 25th, 2010 by Carmine

Ora, va bene, possiamo dire che siamo “globalizzati”, ma sinceramente a volte non mi sembra più di tanto.
Domani, partirò per New York, e ci starò un paio di settimane. Di per se, son 10 ore di volo, andare da Milano ad Amsterdam in auto impiega grossomodo lo stesso tempo, per dire, inoltre gli USA non sono sicuramente un paese sottosviluppato.
Ciònonostante, mi sentirò praticamente isolato, dato che i costi per le connessioni, sms e chiamate da cellulare, sono astronomiche.
È l’america del nord, cavolo, non sto telefonando dall’ISS in orbita… Ditemi voi, per *ricevere*, pago 1,45 euro/minuto (mentre chi chiama dall’Italia paga a sua volta 50 cent/minuto). Un SMS mi costa 49 cent mandarlo, mentre per chi è in Italia costa “solo” 30 cent mandarlo a me.
Tralasciamo i costi delle connessioni dati, che fanno solo ridere e mi chiedo perché li pubblicizzano… 15 euro, per 5 mb. Al giorno. Comico, direi.

Bah. Speriamo bene. Mi sa che alla fine manderò giusto qualche SMS, mentre per internet sarò sempre alla disperata ricerca di un hotspot…

Il problema comunque c’è, e rimane. Bisogna eliminare del tutto questi ridicoli sovrapprezzi per l’estero. Non ha senso che da casa, via internet, posso connettermi a costo zero in qualunque angolo del mondo, magari usando skype o msn, mentre via cellulare c’è tutto sto casino.
Ironia della sorte non potrei neanche comprare una SIM americana, dato che dovrei avere la residenza lì. Che tristezza…

Inserito in Personale | 2 Commenti »

Non ho sonno

June 24th, 2010 by Carmine

Arriva l’estate. Solita frase routinaria che si ripete ogni anno; alla fine, in fondo, ci siamo talmente abituati che neanche mi importa più di tanto, credo.
Ciò non toglie che nel giro di due settimane già mi sto sregolando, scusatemi il neologismo, per bene. Non dormo più normalmente, anche qui, cosa a cui sono abituato. Vedo ogni sera l’alba dalla finestra, e due. Quando sono in giro a mezzanotte ho qualche accenno di stanchezza, poi, quando sono a casa, anche alle cinque sono perfettamente sveglio e con nessun intenzione di chiudere occhio.
Mi chiedo il perché, a volte. Eppure, le poche volte che ero senza impegni, la mattina, sembravo essere più produttivo della notte. Anche perché non avevo l’oppressivo peso di dover andare a dormire quasi forzatamente per evitare un mal di testa e una stanchezza micidiale dopo essere stato sveglio per quasi 40 ore di seguito, cosa che mi è già capitata in passato.
Però, boh. Ho da fare, in fondo. E tanto. Peccato che mi manca non tanto la voglia di fare, quanto quella di iniziare a fare. Devo vedere di rimediare, anche per i progetti che da tempo decanto, come QuickGTD (che, in fondo, è pronto nella mia mente, devo solo scrivere il codice e sistemare l’interfaccia grafica), sistemare un CMS (e imparare a gestire bene l’Entity Framework), e già che ci sto approfondire il C++, che mi servirà per un paio di cosette.
Questo, almeno riguardo il mio lato informatico. Tutto il resto, non credo sia poi tanto interessante.
Vedremo, vedremo.

(c’è da dire che però mi viene più ispirazione a scrivere i post del blog alle 5.20 di notte… Quasi quasi smetto di dormire per davvero. Devo diventare un qualcosa alla Taxi Driver, per capirci).

Inserito in Personale | Nessun Commento »

È un pezzo di me che se ne va

June 5th, 2010 by Carmine

Il mondo implode. Dopo due anni, oggi son andato dal boia. Mi avrà tagliato tipo 20 cm di capelli. Ho dovuto tener duro per non svenire, che già ho la pressione bassa di mio. Non so neanche dire se ci sto male o bene, dato che é una cosa che non ho mai imparato a capire… L’unico vantaggio è che almeno ora son più libero di cambiare il taglio, tanto che già fra un due-tre mesi credo che mi saranno cresciuti di altri 5 cm. Inoltre, devo dire che ho resistito parecchio all’istintiva voglia ideologica di rasarmi a zero…
Speriamo bene, male che va significa che ho sbagliato tutto nella mia vita, e che non mi resta che morire.
Tagliare i capelli lunghi è un po’ come sottoporsi alla lobotomia, è un qualcosa da cui non si torna indietro… E lascia una sensazione di smarrimento simile, provare un mezzo istinto suicida, rischiare la morte. È un qualcosa che ti cambia per sempre, totalmente, troppo. Tutto.
È stato bello. Sono ufficialmente in lutto, novembre 2008 - giugno 2010, quasi due anni di capelli lunghi, che ora riposeranno in pace. Spero.
Vedendola nel lato positivo, almeno ora via via che crescono potrò cambiare ogni tanto pettinatura; e, almeno, sono molto più comodi e facili da tenere. Credo.
È come un pezzo di me che se ne va, tanto per citare un "gruppetto" di milanesi.

Inserito in Personale | Nessun Commento »

La fine di un era

May 31st, 2010 by Carmine

(l’avevo detto, io, che prima o poi avrei messo di nuovo un titolo stra-epico).
Il mondo implode, e io implodo con lui. O meglio, cambia, tutto. E il tempo passa, veloce. Sto diventando vecchio, mi sa…
Tra meno di cento giorni avrò 18 anni. E un po’, si sente. Ho già impegni programmati per mesi, tra meno di un anno andrò ad iscrivermi al PoliMi, e, naturalmente, l’anno prossimo mi trasferirò, finalmente, a Milano.
Convenievoli a parte, è nelle piccole cose che invece si nota il cambiamento inevitabile, a partire dall’aspetto estetico.
È dal novembre 2008 che lascio crescere i capelli. Prima, il caschetto, da lì in poi, lunghi, lisci, riga in mezzo. Arrivo ad averli lunghi più di 30cm. Tralaltro, neanche mi dispiacciono. Passo un estate con i capelli lunghi, e ancor oggi, li ho spuntati solo una volta, e continuano a crescere.
Tutto ciò, però, credo che finirà a breve. Erano mesi che ci stavo pensando, e credo di essere arrivato al capolinea. Non ho più né il tempo né la voglia di curarli, e lasciati alla rinfusa sono solo “strani” da vedere. Oltre che scomodi, ahimè. La mia idea, era di tagliarli a zero. Stile skinhead, insomma.
Sfortunamente, sarebbe un po’ troppo estremo, non so come ci sto con i capelli corti, figuriamoci senza, capelli.
Alla fine opterò per un classico taglio da un 5-6 cm, roba soft, facile da curare e comoda da portare. Se ci sto male, ho 12 mesi di tempo per farli tornare ad una lunghezza accettabile, o per rasarli direttamente a zero.
Dite quel che volete, ma per chi ha i capelli lunghi tagliarli non è come averli corti, che se va male tempo due mesi e stan di nuovo come prima. Tagliare 20 cm di capelli significa una decisione senza ritorno, game over, la guerra è perduta, gli americani ci attaccano.
Bah. Spèrem bon.

A parte ciò, tanto per dare un tocco ironico al tutto, oggi, dopo più di quattro anni dall’acquisto (parlo della fine delle mie scuole medie), il mio Nokia N80 mi sta lasciando. Mi ha accompagnato per anni, è caduto nella sabbia, sulle roccie, è stato bagnato d’acqua, messo al gelo, al caldo, maltrattato in tutti i modi possibili. Già da qualche mese faceva bizze, oggi ormai lo slide sta collassando, diversi tasti non funzionano più e temo che o la tastiera si sia ossidata, o i contatti si siano distrutti totalmente.
Volevo aspettare ancora qualche mese e prendere il nuovo nokia N8, ma purtroppo il fato m’ha preceduto. Ho ordinato poco fa un N97mini, da usare magari come tampone, in vista delle prossime uscite.

Inserito in Personale | Nessun Commento »

Lourdes – Resoconto

April 24th, 2010 by Carmine

Dopo una settimana, che peraltro è quasi volata, torno, dopo altre 28 ore di treno, a casa. 1.700km fatti verso Lourdes.
Ora, come già dicevo nel post precedente, detto così può sembrare o una presa in giro o un qualcosa che cade dalle nuvole. In realtà, appunto, inizialmente son andato per pura curiosità mista a coinvolgimento da parte di amici, e devo dire che, malgrado il primo giorno lo shock è stato forte, con i tipici pensieri “ma chi me l’ha fatto fare?”, il resto è andato tutto bene. Anche troppo, mi son stupito di me stesso.

Intendiamoci, non è che sono diventato improvvisamente credente. Apprezzo soltanto lo spirito di Lourdes, che non è poi tanto male. Sono andato come volontario con l’Unitalsi, per una settimana, in treno.
Il viaggio non è stato male. Mezza Italia e parte della costa azzurra da vedere. Con un treno lungo, lento, e, tutto sommato, comodo. 28 ore circa all’andata e altrettante al ritorno. Con tanto di colazione, pranzo e cena in treno. Pensavo peggio, invece, a parte l’esser un po’ rintontito, il resto era tutto ok.

Lì a Lourdes il primo giorno l’impatto è stato abbastanza forte. Orari particolari, gli orari del pranzo e della cena molto in anticipo rispetto ai nostri, clima orribile (gelo la mattina, sole da morire nel pomeriggio e umidità la sera), e necessità di adattarsi al ritmo lavorativo.
Già dal secondo giorno, tutto comincia a prendere una piega decisamente migliore, ed, in effetti, è andato molto, forse troppo, meglio di quanto mi aspettassi.

Menzione d’onore per l’albergo, il Cercles Catholique, un albergo da due stelle che a Milano ne varrebbe si e no mezza. È, senza mezzi termini, il peggior albergo dove sia mai stato. Ascensori lenti e scomodi, palazzo vecchissimo, camere orribili, bagni ancora peggio, non insonorizzato, porte che dan problemi, brutto da vedere, niente aria condizionata. Se mai doveste andare a Lourdes, andate ovunque tranne che a questo. Pure sotto i ponti, probabilmente, è meglio.

Concludendo, l’esperienza non è stata male, e conto di ripeterla l’anno prossimo. Ripeto il concetto fondamentale, e cioè che va fatta come esperienza sociale e lavorativa, e solo in ultimo piano come religiosa. Non ho avuto nessuna “conversione spontanea”, nè, tantomeno, ho visto o pensato a miracoli o altro. E, sinceramente, il fatto che non viene per nulla fatto un indottrinamento forzato, credo che sia uno dei forti punti di forza di Lourdes.

Inserito in Personale | 1 Commento »

Lourdes

April 15th, 2010 by Carmine

Davvero.
Dal 17 al 23 Aprile sarò a Lourdes. Diciamo che è più che altro un esperimento sociale, un test scientifico e uno stress-test personale. Ah, e che mi hanno quasi costretto u.u
Oltre al fatto che, dopotutto, non credo certo di essere il primo ateo ad andare in pellegrinaggio a Lourdes. Anche se c’è da dire che da solo quasi sicuramente non l’avrei fatto.

Sarà un qualcosa di tremendamente stancante, già dalla partenza. Sveglia alle 4 e 30, in stazione alle 5. Partenza alle 6.50. Viaggio di circa 25 ore. In treno. Grande. Andata e ritorno.
Lì a Lourdes, stesso discorso. Turni di 4 ore si/4 ore no.
Alla fin fine, a qualcosa servirà come dicevo. Sia per lavorare attivamente, da buon milanese; sia per sondare culturalmente le diverse genti e popoli.
Chissà. Forse andrà bene, forse. O forse arriverò così stanco e debilitato che non vorrò più vedere un treno in vita mia. Bene o male, resisto tranquillamente ai viaggio abbastanza lunghi. Ma 25 ore, sono 25 ore. Lo stesso tempo che ci vuole a fare Milano –> Sydney.

Purtroppo, causa ridicolo roaming Italia<->Francia, sarò quasi del tutto irrangiungibile, se non tramite SMS, i quali grazie alle nuove tariffe hanno un costo di 13 centesimi.
A risentirci il 23. Sera. E speriamo bene…

Inserito in Personale | Nessun Commento »

Politecnico di Milano: Open Day 27/03

March 30th, 2010 by Carmine

Finalmente, dopo qualche mese torno a Milano, per l’OpenDay del PoliMi, il 27 marzo.
L’impatto è stato estremamente positivo, il tutto era davvero ben organizzato (pensavo sinceramente molto più caos, invece sebbene fosse pieno di gente si riusciva a fare tutto quello che si voleva), ho assistito alla presentazione di vari corsi, avrei anche magari fatto un giro per i laboratori & co., ma il tempo stringeva e dovevo essere ad Arona in serata.
Carina inoltre la PoliBag, con dentro il cd e i depliant, un buono per un PoliCaffè al PoliBar, e per la PoliMaglietta da ritirare al PoliShop. Inoltre, si poteva anche avere gratis un libro per il PoliTest, fatto niente male, comodo anche da avere sottomano come ripasso di matematica e fisica.

Ad ogni modo, credo che ormai ci siano sempre meno dubbi. Io *devo* iscrivermi ad Ingegneria Informatica, decisamente. Scegliendo altro, credo, mi ritroverei solo a fare un qualcosa di cui non sono completamente convinto. Fare Ingegneria al PoliMi, poi, è tutto dire. Non è un’università normale, è molto di più.
Ancora un anno, e pochi mesi. All’OpenDay dell’anno prossimo, potrò finalmente avere la soddisfazione di andare lì a compilare la scheda per l’immatricolazione.

Riguardo Milano, stupenda come sempre. Peccato che faceva un po’ caldino. Inoltre, il lago maggiore era qualcosa di spettacolare, io in Piemonte, la Lombardia davanti a me. Romantico.

Inserito in Milano, Personale | Nessun Commento »

Iscritto su Linkedin

March 8th, 2010 by Carmine

Lo so, è da tanto che non mi faccio sentire, ed in effetti ho ancora molto da sistemare sul sito. Il problema è che sono, invece, coinvolto in vari altri progetti esterni, ultimamente. Spero prima o poi di poter fare qualche aggiornamento sostanzioso.

Nel frattempo, mi sono iscritto su Linkedin. Per chi non lo conoscesse, si tratta di una sorta di “archivio” di curriculum online, un modo per trovare (e farsi trovare) in merito ad attività lavorative/professionali, non necessariamente inerenti al campo IT (information technology, n.d.r.).

Il mio profilo lo trovate qui: http://it.linkedin.com/in/carminegiangregorio

Inserito in Personale | Nessun Commento »

Io amo Milano

January 25th, 2010 by Carmine

Dopo un tre mesi dall’ultimo viaggio in terra santa, finalmente ho di nuovo avuto modo di passare un tre giorni a Milano, e questa volta facendo una capatina anche a Cinisello Balsamo (grazie al concerto dei Folkstone violenti). Farsi 12 km in metro all’una e un quarto di notte è un qualcosa di troppo epico per dimenticarlo, tralaltro.
Questa volta, per andar su, ho preferito provare l’eurostar AV NA-MI (frecciarossa per gli amici), che bene o male mi ha lasciato ben soddisfatto: posti comodi, con tavolino grande e prese per la ricarica di cellulari e pc. Inoltre, almeno per me, 4 ore di viaggio non son nulla, e mi trovo tranquillamente riposato alla fine del viaggio. A conti fatti (tra tempo per il check-in, transfer aeroporto-centro città etc.), andar in treno invece che in aereo necessita di 1 ora e 10-15 minuti in più, ma con il vantaggio di poter rimanere seduti per tutto il tempo, di poter usare pc e cellulari, e, soprattutto, di poter vedere l’immensa pianura padana dal finestrino.

Continua a leggere »

Inserito in Milano, Personale | 1 Commento »

« Post precedenti