Piccoli manager crescono
Ed alla fine, ho deciso che è il momento di cominciare con qualche post stile “cronache di vita vissuta”, roba del tipo racconti delle cazzate passate, le ragazze che mi han segnato la vita, i videogiochi per cui mi rinchiudevo in casa, le multiorganizzazioni del tempo, e in generale tutti i ricordi che ancora mi rimangono in mente. L’idea mi è venuta mettendomi a leggere vari blog dove bene o male, tra i post più interessanti, ve ne erano diversi che appunto erano una sorta di “diario scritto nel futuro”, concepito per ricordare il passato, e per far passare un po’ di tempo a chi si diverte a leggere cronache di vita altrui (come me, tralaltro. Non nego che i filmetti idioti e le serie tv stile sitcom italiana sono piacevoli, a volte).
Comincio quindi con il racconto che risale a quando avevo tipo 10 anni, se non prima (intorno l’anno 2003, diciamo). Non ricordo neanche di preciso le date, so che comunque sarà durato ben più di un anno. Mi riferisco a quando da bambino pensavo ad organizzare il classico “mercatino dei giocattoli usati”, ma non con un banchetto in mezzo alla strada come tutti, ma con una mega-organizzazione dietro degna di una società per azioni. E ho ancora tutti i raccoglitori con i documenti vari, i contratti di lavoro per i commessi, le buste paga, i conti, i verbali delle riunioni e di inizio attività, le lettere di licenziamento, i cartelli da attaccare in giro per la città, e via discorrendo.
Rivendendoli a distanza di 7-8 anni mi stupisco di come a quel tempo riuscissi a scrivere roba così elaborata. Già la parte burocratica era qualcosa di prim’ordine: fogli firmati in basso a destra e su ogni lato in caso di documenti con più fogli, filigrane anti-contraffazione, codici unici, carta intestata, “tessere” per ogni socio, scala gerarchica, e molto altro. Un sistema complesso, mica robetta. Altro che il club de “I Ragazzi della Via Pal”, qui si trattava di roba con documenti in duplice copia, tutto scritto a macchina, fogli di calcolo con i guadagni, i preventivi di spesa e di guadagno, le simulazioni di bilancio, i registri con ogni cosa in vendita e gli oggetti esposti con cura e ognuno con il prezzo incollato sopra (ho ancora un rotolino di adesivi per i prezzi conservato. bei momenti). Inoltre, assicurazioni contro il furto degli oggetti, un calcolo particolare per i ricavi, quote azionarie, inventari, etc.
In più l’organizzazione stessa del mercatino era molto precisa: date decise ad inizio “edizione” (es: edizione primavera, inverno, etc.), giorni di ferie settimanali, orari di apertura e chiusura, disposizione ben precisa degli oggetti, cassa e depositi vari separati, sistemi anti-furto, cartelli informativi, servizi come recapito a domicilio della merce, di bacheca annunci, giochi come la pesca dei bigliettini, servizi informativi sulla città, videogiochi a noleggio, cambio ruota e test delle biciclette, stampa immagini, tessere sconto, insomma un qualcosa di grosso.
Poi, via via che crescevo, le occasioni diventavano sempre più rare, fino ad arrivare al punto che del mercatino rimane solo un ombra, un sacco di carte firmate, ma nessuna foto… purtroppo. Ma vi basti sapere che abbiamo cambiato più di quattro volte location, organico, e altro. Una società dinamica, insomma.
E tutto questo, a 9-10 anni, neh. Chissà ora che roba verrebbe fuori…
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